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Una serie di podcast realizzati con materiali d’archivio, per RaiPlay Sound:


Città sonore

Cinque città di suono, cinque paesaggi sonori, reali o immaginari, ritrovati negli archivi storici della radio, ci giungono da luoghi e tempi diversi: Berlino 1930, Milano 1954, New York 1956, Tokyo 1957, Napoli 1978. Tra teorie e utopie del paesaggio sonoro, tecniche pionieristiche di registrazione, improvvisazioni e presa diretta, microfoni e nastri magnetici, musica di strada, folk, jazz, musica concreta ed elettroacustica, magnetofoni, modulatori di frequenza, oscillatori sinusoidali, generatori di rumori, rumore bianco, traffico, frenesia industriale, chiasso e vociare, narrazione radiofonica e scrittura, manipolazione e montaggio, in questi documenti audio ritroviamo tutti i mezzi e gli esperimenti di una ricerca sonora che attraversa un secolo, e le sue metropoli. 


Spaghetti Punk

Il punk in Italia è stato un fenomeno musicale in larga parte sommerso, che ha avuto facce diverse, ma anche una declinazione originale, tutta italiana, con il rock demenziale, che con l’attitudine punk ha molti punti di contatto. Al di là degli stilemi musicali, sono alcuni atteggiamenti tipici della provocazione punk che si ritrovano anche in Italia. Si tratta delle nuove “strategie di comunicazione” che il punk ha in parte mutuato da avanguardie come il Dadaismo o il Situazionismo. Quando Enrico Ruggeri racconta che è stato il volantino di un concerto inesistente a causare scontri e a fargli avere il primo contratto discografico, la sua è una rivendicazione del tutto controcorrente: non è più una questione di qualità della musica, ma è la rivendicazione di una strategia di comunicazione originale, che si prende gioco allo stesso tempo dei media e degli schieramenti politici tradizionali. L’anno seguente (1978) Tampax e HitlerSS (due band di Pordenone) si esibirono a Londra, facendosi arrestare al termine di un “Cartoon Concert”. Alla performance era presente Red Ronnie che la descrisse in seguito: “HitlerSS e Tampax li ho visti a Londra dove hanno organizzato un concerto sotto il ponte di Aklam, alla fine di Portobello Rd. Sono riusciti a mettere la notizia su Time Out e si sono presentati più poliziotti che pubblico. Tutti gli strumenti ed amplificatori erano di cartone disegnato. Il concerto è iniziato e finito subito con la distruzione di questa “attrezzatura”. Nel 1980, durante un loro concerto, Kandeggina Gang lanciarono tampax macchiati di rosso su uno scioccato pubblico di Piazza Duomo, a Milano. Gli Skiantos, che lanciavano da tempo verdure sul pubblico, realizzarono la loro performance più celebre cuocendo la pasta sul palco, a sorpresa, invece di suonare, eseguendo la prima spaghettata dal vivo della storia della musica (italiana e non), nello sconcerto del loro stesso pubblico. Al centro del podcast ci sono soprattutto questi racconti, gli episodi e le storie. Le provocazioni più rozze e ingenue si mischiano curiosamente a strategie efficaci e innovative, sorprendenti non solo per l’epoca, ma anche ad oggi. Ascoltando questa accozzaglia acerba di rumore, balordaggine e genialità, amplificata dalla confusione e dalle incomprensioni di critici e giornalisti, ci ritroviamo in un contesto ormai difficilmente riproducibile, ma tipicamente punk. 


Voci di Michela Murgia

Michela Murgia se n’è andata il 10 agosto 2023, ma la sua voce è un lascito prezioso, che continua a risuonare. Nel corso della sua carriera di scrittrice e attivista è stata presente nei programmi Rai con numerosi interventi. Dalla pubblicazione del suo primo libro, “Il mondo deve sapere”, del 2006, la sua voce si è fatta discorso pubblico, utilizzando per farsi sentire ogni canale possibile, dal blog con cui tutto è iniziato, alla letteratura, ai social, alla radio e alla televisione. Per restituire una parte di questo impegno e riascoltare le sue parole, abbiamo raccolto e selezionato dagli archivi Rai molti dei suoi interventi, numerose interviste e persino racconti, proposti come letture ad alta voce, come “Anna della pioggia” un lungo racconto letto dalla stessa Michela Murgia, nel 2009 nella rubrica di “Fahrenheit”, “Storyville” (Radio3). Nelle sue parole riascoltiamo il racconto della sua vita, la Sardegna, l’infanzia difficile, le numerose esperienze lavorative, ma soprattutto l’instancabile impegno di attivista con i suoi temi principali, le parole chiave, la decostruzione dell’immaginario, politico e di genere.


Fedeli alla Linea: la linea non c’è

Attraverso un’ampia selezione di interviste dagli anni 80 a oggi, la voce ipnotica e allucinata di Giovanni Lindo Ferretti ci conduce direttamente in un lungo viaggio, geografico e biografico, irrequieto e sempre pieno di suono. Un suono “alternativo” che tuttavia è stato presente in numerose registrazioni dal vivo della Rai, televisive e soprattutto radiofoniche. Possiamo così seguirlo nel corso degli anni: la sua evoluzione, per quanto sorprendente, resta riconoscibile e coerente. Non segue una linea, ma la determina. Ad arricchire il racconto, alcuni interventi dei compagni di viaggio, Massimo Zamboni e Gianni Maroccolo. Attraversiamo molti generi musicali: punk, new wave, elettropop, post-rock, elettronica, musica popolare e orchestrale. E attraversiamo l’Europa, dalla Berlino dei CCCP – Fedeli alla linea, ai viaggi dei CSI, in Bretagna, in Italia alla scoperta delle storie della Resistenza, nella ex-Jugoslavia, poi nei deserti della Mongolia e in cima alle classifiche. Quando si scioglie il Consorzio Suonatori Indipendenti, inizia il ritorno di Giovanni Lindo Ferretti al suo piccolo paese dell’appennino, Cerreto Alpi, in cui è nato. Lo seguiamo con la formazione dei PGR (Per Grazia Ricevuta), ascoltiamo la sua passione per i cavalli e la vita di montagna, le sperimentazioni con la musica elettronica e con il teatro, insieme a Barberio Corsetti, la scrittura e la ricerca delle storie dell’Appennino, il ritorno alla religione e poi alla musica popolare, con l’orchestra di Ambrogio Sparagna e lo spettacolo “Litania”.


Italia 90 – Il rock alternativo

È stata la stagione d’oro dell’indie-rock italiano, dalla saga dei CSI e di band nate dalla loro galassia alla fioritura di una scena noise, punk-rock, i cui nomi di punta sono Marlene Kuntz, Afterhours, Prozac+, Verdena. La principale novità introdotta da questa scena è stata un’innovativa combinazione della lingua italiana e delle declinazioni musicali più aggiornate rispetto alla scena pop rock angloamericana. La scena musicale alternativa italiana degli anni 90 ha prodotto in realtà una moltitudine di gruppi e progetti, molto al di là dei pochi nomi citati, la maggior parte dei quali hanno avuto seguito soprattutto negli anni 2000, con una proliferazione di festival indipendenti, suonando nei centri sociali, autoproducendo dischi e cd, formando nuove etichette, pubblicando fanzine e riviste. Tutto questo fermento, ricco di generi e sottogeneri, di clan e tribù, rappresenta un fenomeno complesso, diffuso e articolato. Sono per molti versi ancora le sottoculture degli anni ’70 e ’80, che si rinnovano e si moltiplicano. Ma non è più possibile ignorarle: anche in Italia, le major hanno iniziato a investire nella musica indie. Nella serie di podcast, ognuno dedicato a un “Live in Rai” e a una selezione di interviste, vengono messi insieme i principali gruppi della scena ‘rock alternative’ italiana fiorita negli anni ’90. A ciascuno di loro è dedicato un episodio: Marlene Kuntz, Afterhours, Subsonica, Prozac+, Verdena. 


Mondi lontanissimi. La radio di Franco Battiato

Nel corso della sua lunga e straordinaria carriera, Franco Battiato è stato protagonista di numerose interviste ed esibizioni dal vivo andate in onda sulla radio e sulla televisione di Stato. In questo mare di materiali, conservati negli archivi Rai, siamo annegati per diversi mesi. Tornando in superficie, abbiamo cercato di attraversarli di nuovo con leggerezza, avvistando da lontano i molteplici “mondi” di Battiato, come del resto ha fatto lui nei suoi interventi, sempre con allusioni, spesso con ironia. Ascoltandolo in questi frammenti, possiamo intravedere le tante facce della sua vita e della sua opera, la molteplicità dei suoi interessi, la profondità di certe sue intuizioni, tutti elementi disseminati anche nelle canzoni, tra citazioni colte e diversi livelli di lettura. A partire dai ricordi dell’infanzia siciliana, attraverso le varie fasi della propria carriera artistica e gli “incontri” che gli hanno cambiato la vita, Battiato offre un racconto ricco di avventure dello spirito e di viaggi in oriente, ma anche di tenerezza e di ironia.