La diffusione in città di messaggi e adesivi “subliminali”, l’alterazione delle pubblicità pubbliche, l’installazione di false segnaletiche, ironiche e ambigue, l’attuazione di comportamenti estranianti, la partecipazione a giochi di ruolo paradossali e la messa a punto di prank contro i media e la “cultura seria”, miranti alla loro demistificazione.

Tecniche di confusione, mezzi a basso costo, sperimentazioni linguistiche e psicologiche, improvvisazione, gioco: questi sono alcuni dei principali ingredienti della semplice arte della disordinazione, un’arte essenziale e alla portata di tutti.


“Disordinazione” è un termine non comune nella lingua italiana, che nei vocabolari viene dato come sinonimo di “disordine”, anche se sembra indicare piuttosto l’azione del disordinare. E’ risultato il più adatto per indicare un’ampia categoria di azioni finora rimasta senza nome, che, compiute in contesti pubblici, determinano volutamente situazioni insolite e impreviste, provocando straniamento e incertezza in coloro che vi sono coinvolti.



Non è vero! Disordinazioni: un’avanguardia subliminale di massa, Odradek Edizioni, 1998 (200 pp. + 8 di adesivi disordinanti pronti per l’uso)


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