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Il cellulare gli squittiva da una tasca del cappotto mentre seduto in un vagone del tram osservava la faccia triste di una vecchietta, riflessa nel suo finestrino. Quando si decise a rispondere venne fuori che aveva sbagliato tram e che lui non era più lui, ma un altro.
Era cambiato, non si sa come.
Di Kramer aveva soltanto l’aspetto esteriore, il corpo e l’abbigliamento, ma tutto il resto era di un altro. Di chi?
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Alle 31.4 - ora oceanica – entra nel ventunesimo secolo, alla velocità di 1500 chilometri orari.
In un punto qualsiasi del cielo.
Un UFO.
Squilla il tel.
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10, 20, 30, 40. Anni passati in uno snervante vuoto mentale. Il suo cervello evaporato verso i 7. Aveva inventato il passamontagna elettrico, il tostapane cinguettante, il cane a ritroso. Poi niente più. Una vita fatta di piccole abitudini, di minuscole sfortune. Si era fatto tardi. La sera, ripensandoci, non ricordava più altre significative scoperte, solo l’acqua calda.
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Una buia nebbia caffeina spira sulle finestre. Alle 5,30 del mattino, un aereo mi sfreccia nella mente. Tra le mattonelle lucide della cucina, alla luce incerta dell’alba. Il fischio lancinante di un romanzo-concorde che sorvola la casa proiettando tale quale questo momento nella fantascienza.
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- La pioggia riprese a cadere al giusto ritmo.
Il mio collega la stava misurando con un metronomo newtoniano.
- La gravità torna stabile, pare. - Disse.